SCRITTORInCORSO
La Sicilia è la regione che più di ogni altra ha rifiutato lo stato.



Un ex voto siciliano, tecnica mista su latta, 1848
Io sono un italiano nato in Sicilia che ha un forte senso dello stato e che stima gli avversari politici che hanno lo stesso forte senso dello stato. Sembra un discorso troppo serio, ma sento di doverlo fare. In realtà non faccio altro nei miei romanzi, anche in quelli storici, che, ahimè se vogliamo, sono tutti rapportabili all'oggi.

[ BIBLIOGRAFIA - La strage dimenticata ]
MAPPA SITO 
torna all'HOME PAGE

Attraverso Montalbano, sono riuscito a far passare un'idea di Stato quello incarnato da Montalbano, che è una legge che capisce e tutela, che sa muoversi autonomamente rispetto a un altro stato. Lo scontro avviene per esempio ne Il ladro di merendine, quando il commissario Montalbano dice all'uomo dei servizi segreti: "Noi serviamo due stati diversi". Ora, purtroppo noi in Sicilia abbiamo conosciuto l'altro stato, non quello di Montalbano.

[ BIBLIOGRAFIA - Il ladro di merendine ]




Il ladro di merendine
 
Quando c'è stata l'Unità d'Italia, processo irreversibile opporsi al quale sarebbe stato antistorico, i siciliani, al cinquanta per cento per colpa loro e al cinquanta per cento per colpa dello Stato con la S maiuscola, si sono quasi trovati fuori dalla Storia, anche questa con la S maiuscola. Non erano nella storia con i Borboni, pensavano di riuscire a esserlo con l'Italia e non ce l'hanno fatta.

[ BIBLIOGRAFIA - La stagione della caccia ]

Quando nel Gattopardo il piemontese Chevalley andò dal principe di Salina a offrirgli di diventare senatore, questi rifiutò venendosene fuori con una storia impossibile che furono loro i gattopardi e che quindi non potevano partecipare alla vita nazionale. La classe dirigente siciliana, allora costituita nella quasi totalità dalla nobiltà, ha delle grosse responsabilità: ci tenne fuori dalla storia, e i peggiori elementi, a cominciare da Francesco Crispi, ebbero invece voce in capitolo.

[ BIBLIOGRAFIA - La bolla di componenda ]



Giuseppe Tomasi di Lampedusa