 |
| GLI ARANCINI DI
MONTALBANO |
|
Una
parola stonata, un gesto incontrollato, un dettaglio incongruo,
isolati con percezione sovracuta nella catena di assurdità del vivere
quotidiano, bastano a mettere in moto la macchina delle sue indagini.
Così, da una impercettibile crepa nella "normalità", prendono avvio
o trovano soluzione queste storie, dove Montalbano si imbatte nei
crimini e nei criminali più eterogenei e strani: vecchie coppie
di attori che recitano, nel segreto della camera da letto, un funereo
copione; insospettabili presidi in pensione che raggirano generose
prostitute; incolpevoli padri di mafiosi trasformati in implacabili
giustizieri; mogli astutamente fedeli che ordiscono crudeli vendette
ai danni dei loro tronfi mariti; giudici in
ritiro angosciati dal pensiero di non aver agito secondo verità.
Mondadori
Oscar Mondadori |
 |
| IL BIRRAIO DI
PRESTON |
|
Camilleri
inventa poco delle vicende che trasforma sulla pagina in vorticosi
caroselli di persone e fatti. Qui il fatto vero, conosciuto dalla
celebre Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1875-76, è
il susseguirsi di intrighi, delitti e tumulti seguiti alla incomprensibile
determinazione del prefetto di Caltanissetta, il toscano Bortuzzi,
di inaugurare il teatro di Caltanissetta con una sconosciuta opera
lirica, Il birraio di Preston. E anche in questo attenersi al fondo
di verità storica c'è probabilmente un senso preciso: la storia, per i siciliani, si presenta subito, al suo primo apparire,
con la smorfia violenta e assurda della farsa.
Sellerio
|
 |
| LA BOLLA DI COMPONENDA |
|
Componenda
è accordo, compromesso, transazione intesa a sanare un contenzioso
tra parti. Fa pensare all'accordo tra due privati o, quando non
privati, a pattuizioni di poteri occulti, torbidi, segreti. Tutto
il contrario della posizione di uno stato di diritto che non compone,
ma garantisce imparzialmente contro i torti. Si dice che i siciliani,
per la lunga mancanza, sono assetati di stato, e Camilleri questa
sete esprime nella sua lingua di forza comica e tempra popolare,
raccontando di alcune componende, altre inventandone, fino a imbattersi,
frugando negli archivi, nella più incredibile e simbolica di tutte.
Quella che il potere ecclesiastico garantiva a chi, pagando un obolo
più o meno grande secondo il reato, acquisiva diritto preventivo
all'assoluzione.
Sellerio |
 |
| IL CANE DI TERRACOTTA |
|
Il
solito delitto di mafia, misterioso e intricato, a Vigàta, cittadina
fantastica e metaforica in terra di Sicilia. Montalbano risolve
le sue inchieste, si direbbe, per affinità ambientale: è così perfettamente
siciliano che ogni indizio per lui si trasforma in univoco messaggio
di un codice conosciuto, da decrittare simbolo per simbolo, come
una lingua arcaica che continua a parlare in forme nuove. Ma stavolta,
in coda al delitto di mafia, se ne trova un altro, più conturbante
e rituale: due cadaveri di giovani amanti abbracciati, nel doppio
fondo di una grotta, sorvegliati da un enorme cane di terracotta.
Un omicidio di cinquant'anni prima. E Montalbano indaga, con l'aiuto
di una compagnia volenterosa di vecchietti.
Sellerio |
 |
| LA CONCESSIONE
DEL TELEFONO |
|
«Nell'estate
del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale
(che riproduco nel romanzo) per la concessione di una linea telefonica
privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o
meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir
subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia (l'ho terminata
nel marzo del 1997). La concessione risale al 1892 [...]. Nei limiti
del possibile, essendo questa storia esattamente datata, ho fedelmente
citato ministri, alti funzionari dello stato e rivoluzionari col
loro vero nome (e anche gli avvenimenti di cui furono protagonisti
sono autentici). Tutti gli altri nomi e gli altri fatti sono invece
inventati di sana pianta.» Andrea Camilleri
Sellerio |
 |
| IL CORSO DELLE
COSE |
|
«Il
titolo prende lo spunto da una frase di Merleau-Ponty, "il corso
delle cose è sinuoso". Frase che si attaglia perfettamente a certa
realtà siciliana che abbiamo imparato a conoscere da Capuana a Pirandello,
da Brancati a Sciascia. Questa realtà sembra sfuggire tra le mani
dell'osservatore, tutta intessuta com'è di moventi umani elementari
ma oscuri, di gesti cerimoniali che alludono a una seconda natura,
a un'ipotesi dell'uomo non misurabile secondo i parametri della
logica. La prima virtù del romanzo è la costruzione: Camilleri sa
intrecciare le fila di un "mistero" con rara abilità, conducendo
il lettore sulle vie pericolose e stregate dell'ipotesi mentale. Ma reso omaggio a questa abilità, bisogna sottolineare la
densità dell'atmosfera siciliana evocata e le sottili
qualità della scrittura.» Ruggero Jacobbi
Sellerio |
 |
| UN FILO DI FUMO |
|
Un
volantino anonimo trovato tra le carte del nonno, e che metteva in
guardia contro i maneggi di un commerciante di zolfo disonesto,
offre lo spunto ad Andrea Camilleri per questo romanzo. Ma per il
resto, nomi e situazioni sono tutte da attribuire alla straordinaria
fantasia dell'autore siciliano. Il volume è corredato di un "glossario"
d'autore, stilato da Camilleri stesso per venire incontro alla richiesta
del primo editore dell'opera, Livio Garzanti.
Sellerio |
 |
| LA FORMA DELL'ACQUA |
|
Il
primo omicidio letterario in terra di mafia della Seconda repubblica,
un omicidio eccellente seguito da un altro secondo il decorso cui
hanno abituato le cronache della criminalità organizzata, ha la
forma dell'acqua. Prende la forma del recipiente che lo contiene.
E la morte dell'ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi
ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico
politico-mafioso che domina la città di Vigàta, anche dopo il crollo
apparente del vecchio ceto dirigente. Questa è la sua forma. Ma
la sua sostanza (il colpevole, il movente, le circostanze dell'assassinio)
è più antica, più resistente, forse di maggior pessimismo: più appassionante
per un perfetto racconto poliziesco.
Sellerio |
 |
| IL GIOCO DELLA
MOSCA |
|
Sentenze,
detti, mimi, proverbi del parlare siciliano, raccolti e spiegati
"geneticamente", al modo del loro nascere da microepisodi variamente
tramandati, micronarrazioni, o - come dice Camilleri - da "storie
cellulari".
«Il mio era un paese di terra e di mare. Aveva un hinterland
abbastanza grande da potervi fare allignare i germi di una cultura
contadina che s'intrecciavano, s'impastavano con quelli di una cultura,
più articolata e mossa, che era propria dei pescatori, dei marinai.
Dal tempo della mia infanzia molte cose sono naturalmente cambiate,
in meglio o in peggio non m'interessa, ma proprio perché cambiate
rischiano di perdersi, di svanire anche all'interno della memoria.»
Andrea Camilleri
Sellerio |
 |
| LA GITA A TINDARI |
|
Tra
l'immaginaria Vigàta e Tindari, il promontorio a picco sul mare
"col piccolo, misterioso teatro greco e la spiaggia a forma di una
mano con le dita rosa", Montalbano indaga. Un triplice omicidio
è avvenuto, un giovane dongiovanni che viveva al di sopra dei suoi
mezzi apparenti e due pensionati seppelliti in casa che improvvisamente
decidono una gita a Tindari. Li collega, sembra, solo un condominio.
Ma Montalbano ha una maledizione: sa leggere i segni che provengono
dall'antichissimo che vive nel modernissimo continente Sicilia;
lo aiutano un vecchio ulivo contorto, la sua squadra, la svedese
Ingrid, un libro di Conrad e un Innominato senza pentimento.
Sellerio |
 |
| IL LADRO DI MERENDINE |
|
Un
noto imprenditore accoltellato in ascensore e un tunisino "sparato"
mentre si trovava al largo su un motopeschereccio di Mazara del
Vallo: forse c'è un collegamento tra queste due morti violente,
o almeno così sospetta Montalbano, che raramente si sbaglia. Qualcosa
di equivoco rimanda alla gelosia e all'avidità di una moglie tradita,
a una giovane prostituta, e al piccolo ladro di merendine François
che, catturato, fornisce informazioni scottanti. Ma Montalbano qui
avrà il suo bel daffare anche sul fronte della vita privata per
evitare l'indesiderata promozione a vicequestore che lo costringerebbe
ad abbandonare Vigàta, proprio mentre è costretto da Livia a sposarsi.
Comunque il doppio caso delittuoso verrà risolto. E con grande stile.
Sellerio |
 |
| UN MESE CON MONTALBANO |
|
Delitti
passionali, di mafia, d'interesse per il celebre commissario siciliano
Salvo Montalbano, alle prese con trenta casi polizieschi. Narrati
da Andrea Camilleri in altrettanti avvincenti racconti da leggere
uno al giorno, per un mese. Alcuni ambientati a Vigàta, il paese
siciliano dove il commissario vive e indaga. Altri, in flash-back,
narrano fattacci risolti quando il detective muoveva i primi passi
della sua carriera. Nel quotidiano scontro con violenze, intrighi
e drammatiche passioni, Montalbano sfodera una buona dose di ironia.
Che non lo abbandona neppure sotto la cappa incombente della mafia.
Mondadori
Oscar Mondadori |
 |
| LA MOSSA DEL
CAVALLO |
|
Giovanni
Bovara, ispettore capo ai mulini di Montelusa, "un siciliano che
parla genovese", è testimone dell'uccisione di un prete. Poche ore
dopo aver reso la sua deposizione, viene arrestato e accusato proprio
dell'omicidio denunciato. Questo drammatico rovesciamento di ruoli
lo costringe a una mossa imprevista che spiazza l'avversario e infine
gli salva la vita. Nato a Vigàta ma cresciuto a Genova, dove ha
imparato l'italiano e il dialetto locale, Giovanni dovrà combattere
per affermare la propria innocenza e ci riuscirà solo recuperando
il suo dialetto, il siciliano, e con esso il modo di pensare dei
suoi padri.
Rizzoli |
 |
| LA STAGIONE DELLA
CACCIA |
|
La
stagione della caccia è il racconto della commedia che un paese
siciliano di fine Ottocento inscena vivendo una catena di morti
e un amore cocciuto. L'autore spiega di aver tratto l'idea del romanzo
da una battuta registrata nella famosa Inchiesta sulle condizioni
della Sicilia del 1876. All'interrogante, che chiedeva se si fossero
verificati fatti di sangue in un paesino, veniva risposto: "No.
Fatta eccezione del farmacista che per amore ha ammazzato sette
persone". Come dire: non è successo nient'altro che un sogno. Il
sogno che questo libro viene a raccontare.
Sellerio
|
 |
| LA STRAGE DIMENTICATA |
|
Alla
fine del libro sono elencati centoquattordici nomi che non compaiono
in nessuna lapide del nostro Risorgimento, centoquattordici caduti
nella rivolta del 1848 in Sicilia. "Servi di pena", com'erano chiamati
i galeotti nelle carte burocratiche del tempo a registrazione dei
servigi resi col lavoro coatto, uccisi dalla polizia borbonica non
per colpe particolari né perché rappresentavano un pericolo reale;
se non quello, forse, che si associassero agli insorti. Le autorità,
quelle borboniche e quelle unitarie, per diversa responsabilità
ma per uguale malafede, ne confusero e occultarono la sorte. Gli
assassini e i complici silenziosi fecero la loro carriera, sotto
i Borboni, prima, e poi nell'Italia unita. La strage dimenticata
trae dall'oblio quei nomi, rintraccia gli assassini, ricostruisce
i moventi.
Sellerio |
 |
| LA VOCE DEL VIOLINO |
|
La
voce del violino è la storia di una giovane donna assassinata, di
un grande artista che vive da eremita e d'altro ancora. Soprattutto,
è una storia di scambi: e Montalbano dovrà decidere se scambiare
la propria esistenza per una nuova.
Sellerio |
 |
| BIOGRAFIA DEL FIGLIO CAMBIATO |
|
Che cosa può accadere dall'incontro di due siciliani illustri, entrambi uomini di teatro e scrittori, ma distanti un secolo? Andrea Camilleri ci dice di avere voluto nella Biografia del figlio cambiato trascrivere un suo "racconto orale sulla vita di Luigi Pirandello da un punto di vista del tutto personale";. E aggiunge che il "racconto non è destinato agli accademici, agli storici, agli studiosi di Pirandello ché queste cose per loro son risapute, ma al lettore più che comune".
E Camilleri non tradisce il lettore perché sa come appassionarlo alle storie che racconta. Anche questa volta non si allontana da Porto Empedocle-Vigàta, perché il "figlio cambiato" è il conterraneo Luigi Pirandello.
Rizzoli |
 |
| L'ODORE DELLA NOTTE |
|
Un caso anomalo in cui il cadavere non spunta all'inizio e il commissario Montalbano non ne è proprio il titolare, ma vi si intrufola. Troppe coincidenze lo spingono. Scava nella scomparsa di un finanziere truffatore, che si è portato i soldi di mezzo paese e dintorni, e poi del suo aiutante. E la soluzione sarebbe una fuga banale, col malloppo sottratto ai molti polli dell'epoca della borsa, connessa a un omicidio, se assai più carica di dolente orrore non si profilasse una soluzione laterale...
Sellerio |
 |
| IL RE DI GIRGENTI |
|
Questo romanzo di è un'escursione compiuta nel mondo della fantasia, tra dolenti tenerezze e corrotti desideri, sempre sul filo del divertimento, come in un gioco di teatro. La storia è ambientata tra fine Seicento e inizi Settecento. Eventi fuori del comune che la narrazione di Camilleri insegue, nei loro lunghi avvolgimenti. Il re di Girgenti è la biografia fantastica di un capopopolo: del contadino Zosimo che nel 1718 divenne re di Girgenti; e prima di essere tradito da un giuda gentiluomo, e finire sulla forca, riuscì a regalare un "sogno" di dignità ai suoi affamati e scalcagnati sudditi. Un "sogno" che è il picco più avventuroso e rivoluzionario della fantasia.
Sellerio |
 |
| RACCONTI QUOTIDIANI |
|
I bambini che sono convinti dell'esistenza di polli a sei cosce e di pesci-bastoncino, le stagioni che non esistono più, l'importanza delle code negli uffici pubblici, il Babbo Natale che va scomparendo nell'era di internet: sono alcuni argomenti di questi ventun racconti quotidiani, perfettamente bilanciati tra ironia e capacità di riflettere e di far riflettere.
La festa delle donne e quella dei morti, il "debito" con Simenon e alcuni segreti riguardanti il commissario Montalbano, la storia del catanonno contrabbandiere e la Sicilia con i suoi drammi e le sue speranze: in queste pagine scritte tra il 1997 e il 1999 e ora raccolte per la prima volta, il cantastorie racconta e si racconta con la consueta straordinaria capacità affabulatoria.
Libreria dell'Orso |
 |
| LA SCOMPARSA DI PATO' |
|
Un
evento mirabile e misterioso s'è verificato in Vigàta il 21
marzo 1890, Venerdì Santo, durante la sacra rappresentazione della
Passione di Cristo secondo il cavalier D'Orioles, popolarmente detta il
"Mortorio": il ragioniere Antonio Patò, direttore della locale sede
della "Banca di Trinacria", funzionario irreprensibile, marito integerrimo
e padre amoroso di due vivacissimi bambini, oltre che apprezzato Giuda nella
predetta rappresentazione, come da copione è precipitato, al termine
di questa, nella botola approntata per aprirsi, con meravigliosa verosimiglianza,
sotto i piedi del traditore di Cristo, ma non è più riemerso
per ricevere l'applauso del pubblico e poi rientrare nei consueti suoi panni
di cittadino modello. Scomparso nel nulla, volatilizzato. Ma unni sinni
ì Patò? Ma dove se ne è andato Patò?
Mondadori Oscar Mondadori |
 |
| La paura di Montalbano |
|
Il commissario Montalbano - è stato detto più volte - è un personaggio che cresce, che si modifica di avventura in avventura. E diventa, a seconda dei casi, più saggio o più ribelle, più duro o più sensibile al dolore del mondo. È assolutamente normale, quindi, che Montalbano possa aver paura. La paura, anzi, è reazione addirittura prevedibile per un eroe che ha costruito la sua simpatia sulla normalità, sulla normalità più assoluta, fatta dell'istinto che spesso prevale sulla ragione, della meteoropatia che, se una mattina gli provoca "umore nivuro", all'ora di pranzo è pronta a sciogliersi nella "concentrazione da bramino indù" con cui il commissario affronta un piatto di triglie fritte.
Mondadori |
 |
| Storia di Montalbano |
|
Storie di Montalbano è il primo dei due Meridiani che Mondadori dedica all'opera di Camilleri; il secondo sarà intitolato Romanzi storici e civili. Storie di Montalbano comprende tutti i romanzi appartenenti al filone "contemporaneo": La forma dell'acqua, Il cane di terracotta, Il ladro di merendine, La voce del violino, La gita a Tindari, L'odore della notte. Ai quali si aggiunge una ricca autoantologia di racconti - anch'essi con Montalbano come protagonista - tratti dalle raccolte Un mese con Montalbano, Gli arancini di Montalbano e La paura di Montalbano. L'Introduzione è di Nino Borsellino; avvincente e ricchissima di dettagli è la Cronologia - firmata dallo scrittore Antonio Franchini - che permetterà ai lettori vecchi e nuovi di Camilleri di scoprire che la sua vita costituisce in realtà il primo dei suoi romanzi.
Mondadori |
 |
| La prima indagine di Montalbano |
|
Di quei pochi personaggi a cui tocca il destino della memorabilità, il lettore affezionato crede di sapere tutto; come di certe persone di famiglia siamo convinti di conoscere vita, morte e miracoli, così ci sentiamo preparatissimi sui luoghi, i gusti e le compagnie di un eroe come Montal-bano. Ma sbaglieremmo, non possiamo sapere tutto, e comunque su Montalbano, Camilleri ne sa sempre più di noi. Sul suo passato, per esempio. Perciò ci farà una curiosa impressione vedere il giovane Mon-talbano vivere una relazione amorosa non con Livia ma con una certa Mery. E se la geografia di Vigàta ci è nota ormai in ogni dettaglio, cosa ci dice il buffo nome di Mascalippa? Eppure, in questo sperduto paese di montagna della Sicilia più segreta, il giovane vicecommissario Montalbano ci ha patito per qualche anno: "Intendiamoci bene, se c'era una Sicilia che gli faciva piaciri a taliarla era proprio quella Sicilia fatta di terra arsa e riarsa, gialla e marrò, indovi tanticchia di virdi testardo arrisaltava sparato come una cannonata, indovi i dadi bianchi delle casuzze in bilico sulle colline pariva dovissiro sciddricare abbascio a una passata più forte di vento...". Ma nonostante tutta quest'aspra bellezza, l'allora capo di Montalbano, il commissario Libero Sanfilippo, sbirro di razza e maestro d'indagini senza avere l'aria d'insegnare, si è subito accorto che gli sguardi desideranti del suo vice vagano lontano, alla ricerca ansiosa del mare.
Tre storie nelle quali non ci sono delitti e che pure riescono a esprimere una tensione estrema.
Mondadori |
 |
| Romanzi storici e civili |
|
Secondo dei due Meridiani dedicati all'opera di Camilleri, Romanzi storici e civili comprende: Un filo di fumo, La strage dimenticata, La stagione della caccia, La bolla di componenda, Il birraio di Preston, La concessione del telefono, La mossa del cavallo, Il re di Girgenti, La presa di Macallè. L'introduzione e la curatela sono firmate dal critico siciliano Salvatore Silvano Nigro, che per il Meridiano ha approntato una sezione di materiali inediti relativi al Re di Girgenti ritrovati nell'archivio di Sellerio.
In questi romanzi Camilleri, partendo da avvenimenti reali di cui trova traccia in documenti e archivi siciliani del Settecento e dell'Ottocento (con la sola eccezione della Presa di Macallè, ambientato negli anni del fascismo), racconta vicende di pura fantasia ricchissime di suggestione. Capace di scolpire personaggi al limite tra comicità e tragedia, Camilleri in questi romanzi non solo parla delle condizioni sociali ed economiche del tempo, ma fa capire ancora meglio la realtà, la cultura e le tradizioni della Sicilia.
Mondadori |
 |
| La Pensione Eva |
|
Per le stanze della Pensione Eva, il casino di Vigàta appena rinnovato e promosso dalla terza alla seconda categoria, transitano figure e personaggi di quei provinciali, sonnolenti, tipici anni Trenta che potremmo benissimo aver incontrato in altri indimenticabili romanzi di Camilleri. Dall'anziano cavalier Calcedonio Lardera, cui il fragore dei bombardamenti restituisce per un attimo l'impeto dell'antica virilità, a Biagiotti Teresa, in arte Tatiana, puttana comunista capace di occultare il ghigno baffuto di Stalin in luoghi insospettabili.
Ma le case chiuse non furono solo lo spazio proibito e in fondo domestico delle prodezze e delle fantasie erotiche di un'Italia addormentata dai languori della carne e dai miasmi del fascismo. Camilleri ne fa lo sfondo - o il primo piano? - di un vero e proprio romanzo di formazione prima dolce e poi crudele.
Mondadori |
 |
| Il colore del sole |
|
Ad Andrea Camilleri, recatosi da Roma a Siracusa per assistere alla rappresentazione di una tragedia classica, capitano alcuni avvenimenti strani; qualcuno gli infila in tasca un biglietto con un numero a cui telefonare, ma da una cabina pubblica. E non è possibile ricostruire chi sia l'utente a cui quel numero corrisponde. L'Andrea Camilleri scrittore di romanzi gialli non può sottrarsi a una serie di misteri via via più fitti e inquietanti, che lo conducono a un casale sperso nella più remota campagna, dove gli verranno mostrati alcuni curiosi oggetti e un diario incredibile, scritto quattro secoli prima di suo pugno da un artista grandissimo e maledetto: Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Le note brevi, secche, disarticolate e visionarie di questo diario - alla cui stesura Camilleri dedica un virtuosismo mimetico capace di restituire tutte le torsioni, le incrinature, i bagliori del più corrusco italiano seicentesco - costituiscono una sorta di anomalo romanzo "nero" sul periodo trascorso da Caravaggio a Malta e in Sicilia nell'estate del 1607.
Mondadori |
 |
| Le inchieste del commissario Collura |
|
Dopo essere rimasto ferito nel corso di una sparatoria, il commissario Vincenzo Collura, detto "Cecè", decide di trascorrere un periodo di convalescenza su una nave da crociera. Ma non fa in tempo a godersi il riposo che anche in vacanza si trova a indagare su una serie di piccoli e divertenti gialli, aiutato da un fedele collaboratore, il triestino Scipio Premuda. Tra finti cantanti, fantasmi che appaiono misteriosamente in cabina, scambi di gemelle, cadaveri sconosciuti, bische clandestine e furti di preziosi gioielli, Cecè Collura si trova ancora una volta a dover fare affidamento sul suo prezioso fiuto, dote che ha in comune con la più celebre creatura di Camilleri, quel Salvo Montalbano che gli è illustre collega.
Mondadori |
 |
| Voi non sapete |
|
Da Affari a Latitanza, da Corleonesità a Politica, da Famiglia a Umiltà, Andrea Camilleri ci svela l'universo mafioso attraverso le sessanta voci di questo "dizionario" del lessico e del pensiero di Bernardo Provenzano. E al tempo stesso, con la sua impareggiabile maestria, racconta passo per passo l'appassionante sfida che ha recentemente portato i magistrati della Procura di Palermo e la Polizia a catturare l'ultimo grande boss, nel suo covo di Montagna dei Cavalli, dopo quarantatré anni di latitanza. La mafia spiegata da Camilleri: un atto d'accusa senza sconti contro chiunque ancora finga di non sapere, il ritratto di un criminale che, latitante, per più di quarant'anni ha tenuto in scacco le istituzioni e costruito il proprio mito. Tutti i diritti derivanti dalle vendite di questo libro saranno devoluti dall'Autore alla Fondazione per i caduti di mafia della Polizia di Stato, di cui Camilleri stesso ha promosso
la costituzione..
Mondadori |
 |
|