SCRITTORInCORSO


La nascita del commissario Montalbano è del tutto casuale.
Porto Empedocle ai primi del Novecento
  Mi capita da tempo di scrivere dei romanzi cosiddetti "storici", definiti così perché prendono spunto da una verità storica, poi per il resto è tutta fantasia, invenzione pura. Comincio scrivendo un episodio che mi ha suggestionato non sapendo dove poi andrò a parare e attorno ci fabbrico il romanzo. Questo spunto iniziale non so poi in quale parte del romanzo andrà a collocarsi. È un modo un poco anarchico, disordinato, di scrivere.

[ LA SCOMPARSA DI PATÒ ]
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Feci una scommessa con me stesso: "Ma tu sei capace di scrivere un romanzo dalla A alla Z come Dio comanda: capitolo primo - Era una notte buia e tempestosa..., Chiamatemi Ismaele...-, trecento pagine o quelle che sono, e poi la fine?" Allora cominciai a ragionare su che cosa potesse aiutarmi, a ricercare una gabbia. Ricordavo che Sciascia aveva scritto: "Il romanzo giallo in fondo è la migliore gabbia dentro alla quale uno scrittore possa mettersi, perché ci sono delle regole, per esempio che non puoi barare sul rapporto logico, temporale, spaziale del racconto". Sicché mi sono provato a scrivere un romanzo giallo - La forma dell'acqua - come una sorta di pensum, di compito che mi ero dato, perché avevo tra le mani Il birraio di Preston del quale non riuscivo a calibrare la struttura.

[ BIBLIOGRAFIA - La forma dell'acqua ]
 
  Sono sempre stato un grande lettore di gialli. Il mio primo Simenon l'ho letto che avevo sette anni e mezzo.




Luca Zingaretti ha interpretato il commissario Montalbano
nella serie TV prodotta dalla Rai

Contemporaneamente, la lettura di un romanzo di Vazquez Montálban Il pianista - che non ha nulla a che fare con i suoi Pepe Carvalho - mi aveva suggerito una strada possibile per strutturare Il birraio di Preston. Io rimasi grato a questo autore spagnolo che non conoscevo e decisi di chiamare il commissario, del quale stavo scrivendo questa prima avventura, Montalbano, che è anche un cognome siciliano diffusissimo. Così pigliavo due piccioni con una fava: pagavo un certo debito a Montálban e nello stesso tempo davo un nome siciliano preciso a questo commissario.

[ BIBLIOGRAFIA - Il birraio di Preston ]
   
Scrissi La forma dell'acqua: venne pubblicato, ebbe successo, però decisi di non continuare con Montalbano. Sennonché questo personaggio non era risolto dentro di me: abituato come sono stato per trent'anni e passa al teatro, io ho bisogno di un personaggio a tutto tondo, qualcuno che possa poi incarnarsi in un attore, come ce lo si immagina quando si legge un copione teatrale e a poco a poco il personaggio si "alza" dalla pagina, comincia ad avere un aspetto fisico preciso, i suoi tic, la sua psicologia. Questo personaggio era ancora troppo una funzione, la funzione di colui che risolve un caso. Così ho scritto il secondo libro: Un cane di terracotta. A questo punto ci fu veramente un grosso successo. Montalbano cominciò a essere una sorta di apripista per gli altri romanzi storici, se li portò dietro ed è cominciata questa situazione a volte imbarazzante, perché Montalbano è un serial killer di eventuali altri personaggi. È invadente: mentre stai pensando a un'altra cosa, arriva e dice "tu devi scrivere solo di me".

[ BIBLIOGRAFIA - Il cane di terracotta ]
 

Da ragazzo ho letto un romanzo di avventure russo, Come divenni calmucco, in cui c'era una slitta inseguita dai lupi. Ma c'è uno furbo che si è portato della carne congelata dentro un sacco, butta pezzi di carne ai lupi che si fermano a mangiare e la slitta può proseguire. Ecco: i racconti sono come la carne per il lupo Montalbano, ogni tanto gli scrivo un racconto per tenerlo buono e permettermi di continuare a scrivere altro.